{"id":1684,"date":"2021-11-22T21:16:27","date_gmt":"2021-11-22T20:16:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/?p=1684"},"modified":"2021-11-30T00:06:01","modified_gmt":"2021-11-29T23:06:01","slug":"mozart-strumenti-tastiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/italiano\/mozart-strumenti-tastiera","title":{"rendered":"Mozart e gli strumenti a tastiera usati nel &#8216;700"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-828x1024.jpeg\" alt=\"Mozart strumenti\" class=\"wp-image-1685\" width=\"332\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-828x1024.jpeg 828w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-243x300.jpeg 243w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-768x950.jpeg 768w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-1242x1536.jpeg 1242w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-1656x2048.jpeg 1656w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-10x12.jpeg 10w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-594x735.jpeg 594w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Austria, nel settecento, gli strumenti a tastiera erano chiamati <em>Claviere<\/em>, termine proveniente direttamente dal latino <em>clavis<\/em> (chiave, chiavistello) usato per indicare il meccanismo regolato dal tasto.<br><strong>Mozart, nell&#8217;arco della sua breve vita, ebbe modo di suonare diversi tipi di <em>Claviere<\/em>: il clavicembalo, il clavicordo ed anche il cosiddetto fortepiano (<em>hammerklavier<\/em>), strumento pi\u00f9 vicino al moderno pianoforte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-left wp-block-heading\">Il clavicembalo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Strumento dalla lunga storia, il cui uso copre un arco temporale di circa tre secoli (dal&nbsp;XVI&nbsp;al&nbsp;XVIII secolo) e tra i pi\u00f9 utilizzati nella prassi musicale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo strumento, dalla meccanica complessa ed affascinante, <strong>il suono \u00e8 prodotto da plettri che pizzicano le corde, in modo analogo a quello che farebbe un chitarrista<\/strong>. Il plettro era ottenuto dal calamo di una penna (generalmente di corvo) e sapientemente lavorata fino a fargli ottenere la forma desiderata. Era uno strumento incapace di produrre dinamica, motivo per cui esistevano cembali a pi\u00f9 manuali, capaci di produrre dinamiche diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1750 lo strumento aveva raggiunto un considerevole grado di sofisticatezza e la famiglia Mozart \u00e8 famosa per averne fatto largo uso: Leopold, il padre (sul quale ho gi\u00e0 scritto <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/italiano\/leopold-mozart-violinschule\/\" target=\"_blank\">un articolo<\/a>), era solito commerciare questi strumenti e riusc\u00ec ad acquistarne anche uno prodotto dal famoso costruttore Christian Ernst Friederici (1709-1780).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In pochi sanno che Mozart a Vienna indicava in partitura ancora come &#8220;Cembalo&#8221; la parte di strumento a tastiera. In realt\u00e0, se con questa parola si intendesse ancora indicare il clavicembalo \u00e8 in realt\u00e0 dubbio,<\/strong> quello che per\u00f2 \u00e8 certo \u00e8 il grande rapporto tra il compositore e questo strumento: diversamente da quello che si \u00e8 a lungo ritenuto infatti, il cembalo non venne immediatamente soppiantato dallo <em>Hammerklavier <\/em>ma segu\u00ec un processo graduale, seguendo anche i costruttori che ne perfezionavano il meccanicismo. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il clavicordo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto al clavicembalo, il clavicordo \u00e8 uno strumento dalla costruzione e funzionamento pi\u00f9 semplici: <strong>la vibrazione delle corde \u00e8 prodotta da un dispositivo metallico chiamato <em>tangente<\/em>. L&#8217;impulso dato alla corda \u00e8 debole e pertanto il suono \u00e8 molto discreto e delicato<\/strong>. A differenza del clavicembalo per\u00f2, \u00e8 uno strumento capace di dinamica sonora, mentre negli strumenti a pizzico non sono possibili variazioni dinamiche tramite il tocco.<br>Esistono due tipi di clavicordo, differenziati in base al numero di corde: il <em>legato<\/em> (<em>gebunden<\/em>), molto facile accordare, con la coppia di corde battuta da molte tangenti ed il <em>non legato<\/em>, dal suono pi\u00f9 forte, che utilizza tante corde quante sono le tangenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano strumenti molto apprezzati, soprattutto dai compositori, soprattutto grazie alle loro piccole dimensioni. <strong>Mozart ne us\u00f2 uno (ora custodito a Salisburgo) durante il suo ultimo anno di vita (1791) per comporre la <em>Clemenza di Tito<\/em>, come riferito da sua moglie Costanze<\/strong>. L&#8217;interesse di Mozart verso il clavicordo \u00e8 dimostrato anche dall&#8217;esistenza di altri modelli, tra cui un curioso <em>Reiseclavier<\/em> (clavicordo da viaggio) costruito da Johann Andreas Stein (1728-1792).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il fortepiano (hammerklavier)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Strumento a tastiera pi\u00f9 moderno all&#8217;epoca di Mozart, nacque da un&#8217;idea brillante dell&#8217;italiano <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bartolomeo_Cristofori\" target=\"_blank\">Bartolomeo Cristofori<\/a>, che nel 1711 costru\u00ec il primo \u201c<em>gravicembalo col piano e forte<\/em>\u201d.<br><strong>Il suono questa volta \u00e8 prodotto da martelletti che, grazie ad una raffinata e complessa meccanica di leve, sono in grado di tornare rapidamente in posizione di riposo dopo aver percosso le corde. <\/strong><br>I vantaggi di questo strumento sono tanti: da una parte la possibilit\u00e0 di produrre dinamiche tramite il tocco ma dall\u2019altra la quantit\u00e0 di suono producibile decisamente superiore a quella di un clavicordo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista estetico per\u00f2 le differenze con gli strumenti moderni sono tante: all&#8217;interno, complice la tensione delle corde inferiore a quella moderna, non vi \u00e8 il telaio in ghisa ora necessario per la stabilit\u00e0 dello strumento. <br><strong>L&#8217;estensione della tastiera era di circa 5 ottave e non di 88 tasti<\/strong> ma il dettaglio che forse colpisce di pi\u00f9 \u00e8 l&#8217;inversione dei colori dei tasti rispetto al pianoforte moderno: le note naturali sono di colore nero mentre le alterazioni sono in bianco. Il motivo \u00e8 molto semplice: l&#8217;avorio, materiale utilizzato per ricoprire i tasti chiari fino al 1970, era molto difficile da reperire e quindi, essendo molto pi\u00f9 caro dell&#8217;ebano utilizzato per quelli scuri, veniva riservato solo per i tasti pi\u00f9 piccoli e meno numerosi.<br>Va tuttavia specificato che a Vienna all&#8217;epoca di Mozart l&#8217;avorio era praticamente inutilizzato, infatti si adoperavano principalmente ossa di animali (assai pi\u00f9 convenienti) oppure del legno sbiancato chimicamente.<br>Solo nel 1810 si impose anche a Vienna la moderna colorazione dei tasti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mozart adott\u00f2 il nuovo strumento dal 1780 in poi.<br>Nella Stiftung Mozarteum di Salisburgo \u00e8 conservato il <em>Fl\u00fcgel<\/em> (fortepiano a cosa da concerto) di Mozart costruito da Anton Walter (1752-1826), abile costruttore viennese di origine sveva. Mozart acquist\u00f2 questo strumento nel 1782 che per\u00f2, purtroppo per noi, non pu\u00f2 rappresentare una credibile testimonianza del suono dell&#8217;epoca; lo strumento infatti venne ampiamente rimaneggiato dallo stesso Walter dopo essere entrato in possesso del figlio di Mozart, Carl.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Introducing Mozart&#039;s Fortepiano\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2ef95BZfYcw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Austria, nel settecento, gli strumenti a tastiera erano chiamati Claviere, termine proveniente direttamente dal latino clavis&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1685,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[47],"class_list":["post-1684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano","tag-mozart"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_of_Wolfgang_Amadeus_Mozart_at_the_age_of_13_in_Verona_1770-scaled.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1684"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1707,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1684\/revisions\/1707"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}