{"id":1589,"date":"2021-09-27T15:35:45","date_gmt":"2021-09-27T13:35:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/?p=1589"},"modified":"2021-09-27T23:50:15","modified_gmt":"2021-09-27T21:50:15","slug":"concerto-brandeburghese-no-5-di-j-s-bach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/italiano\/concerto-brandeburghese-no-5-di-j-s-bach","title":{"rendered":"Divagazioni sul Concerto Brandeburghese No. 5 di J.S. Bach"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage-1024x575.png\" alt=\"Bach Concerto Brandeburghese no. 5\" class=\"wp-image-1594\" srcset=\"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage-1024x575.png 1024w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage-300x169.png 300w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage-768x431.png 768w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage-18x10.png 18w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage-980x550.png 980w, https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage.png 1143w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La composizione del concerto brandeburghese no. 5 in Re maggiore (BWV 1050) risale con molta probabilit\u00e0 al tormentato 1720, anno del secondo viaggio di Bach a Carlsbad e della morte di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Barbara_Bach\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Maria Barbara<\/a>.<br>Il quinto \u00e8 un concerto particolare, molto diverso dagli altri. <strong>Possiede infatti due curiose anomalie, la prima riguarda il ruolo solistico del clavicembalo e la seconda si trova invece nel secondo movimento, dove il motivo dominante \u00e8 affidato ai tre elementi del concertino.<\/strong><br>Ma facciamo un passo indietro.<br>Giusto cos\u00ec, per contestualizzare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il concerto grosso ed i brandeburghesi.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se vogliamo proprio cercare una genesi del concerto grosso arriveremo in breve tempo alla cosidd\u00e9tta sonata a tre &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sonata_da_chiesa\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">da chiesa<\/a>&#8220;, diffusasi principalmente a Bologna a met\u00e0 Seicento. Il modello formale pi\u00f9 evoluto (e quasi definitivo) vede per\u00f2 la luce a Roma verso la fine dello stesso secolo, grazie al compositore emiliano Arcangelo Corelli.<br>Con i suoi dodici Concerti dell&#8217;op. 6 il concerto grosso trova una sua fase di maturit\u00e0: <strong>in questa un forma un gruppo ristretto di solisti (nel caso di Corelli abbiamo due violini ed un violoncello) che prende il nome di &#8220;concertino&#8221; o &#8220;soli&#8221; si contrappone all&#8217;intero corpo orchestrale denominato &#8220;grosso&#8221; o &#8220;tutti&#8221;<\/strong>.<br>La particolarit\u00e0 di questa contrapposizione non \u00e8 solamente di carattere generico, quindi basato sul semplice contrasto di sonorit\u00e0, ma soprattutto <strong>una netta divisione di carattere formale: al &#8220;grosso&#8221; spetta l&#8217;esposizione del ritornello, al &#8220;concertino&#8221; gli episodi solistici<\/strong>. <br>Tutto ci\u00f2 segue la successione di parti e movimenti tipica della sonata a tre del quale il concerto grosso rappresenta una diretta evoluzione (\u00e8 possibile seguirla ascoltando inizialmente le Op. 1 del 1681 e Op. 3 del 1689 di Corelli che sono in forma di sonata a tre).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda i Brandeburghesi invece dobbiamo fare prima una precisazione: questi sei concerti, trecento anni dopo la loro composizione, sono considerati tra i pi\u00f9 importanti ed innovativi lavori di tutto il periodo Barocco.<br>Sorprendentemente per\u00f2 all&#8217;epoca della loro composizione non vennero mai eseguiti! <br>Bach diede ad essi il titolo ufficiale di <strong>Six<\/strong> <em><strong>Concerts avec plusieurs instruments<\/strong><\/em> ma il nome che viene abitualmente utilizzato gli fu dato dal musicologo tedesco Philipp Spitta, per via della loro destinazione.<br>Essi infatti vennero <strong>dedicati al <meta charset=\"utf-8\">margravio&nbsp;Cristiano Ludovico di Brandeburgo-Schwedt<\/strong>, grande amante di musica: Bach tent\u00f2 di attirare la sua attenzione con questi concerti che per\u00f2 in cuor suo sapeva non sarebbero stati mai eseguiti, in parte a causa dell&#8217;elevata difficolt\u00e0 ed in parte a causa della carenza d&#8217;organico a corte. Il compositore non ottenne n\u00e9 soldi n\u00e9 alcuna risposta dal margravio.<br>I manoscritti, realizzati da Bach di suo pugno, furono purtroppo archiviati e videro la luce solo nel 1850.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ok, finito con i cenni storici direi di passare alle cose belle.<br>I sei concerti brandeburghesi sono s\u00ec composti secondo i principi del gi\u00e0 accennato concerto grosso ma rappresentano per\u00f2 un unicum nella letteratura musicale del concerto barocco!<br>Bach non solo stabilisce un organico differente per ogni concerto, ma <strong>dimostra una padronanza eccezionale nello scrivere per combinazioni talvolta particolari<\/strong> (da notare il gruppo di solisti del secondo concerto, composto da Tromba, Flauto dolce, Oboe e Violino Concertato oppure la presenza di strumenti ormai obsoleti come la <em>viola da gamba<\/em>).<br>Tutti e sei i concerti sono <strong>scritti in tonalit\u00e0 maggiori e sono caratterizzati da una particolare vivacit\u00e0 ritmica davvero difficile da rapportare alle difficolt\u00e0 vissute dal compositore in quel periodo della sua vita<\/strong>, altro segno della grande professionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il no. 5<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho gi\u00e0 accennato alle particolarit\u00e0 di questo lavoro ma \u00e8 cosa buona e giusta parlarne in maniera pi\u00f9 approfondita.<br>Dopotutto tra tutti i concerti brandeburghesi questo \u00e8 pur sempre il mio preferito!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dall&#8217;organico: <strong>al corpo orchestrale si contrappone un trio di solisti virtuosi composto da Violino, Flauto e Clavicembalo<\/strong>. <br>La prima novit\u00e0 \u00e8 proprio questa, Bach infatti nel manoscritto parla di \u00abConcerto a Cembalo concertato\u00bb, finalmente lo strumento a tastiera passa dalle retrovie (ruolo di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Basso_continuo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Basso continuo<\/a>) al fronte.<br><strong>E questa breve apparizione solista si manifesta nella forma di una &#8220;sorpresa&#8221; (nel senso barocco del termine): alla fine dell&#8217;allegro iniziale compare una lunga cadenza, cromatica, virtuosistica e caratterizzata da passaggi fortemente dissonanti<\/strong>. <br>Bach era cosciente del fatto di introdurre una novit\u00e0, infatti non solo scrisse tutta la parte di tastiere ma indica la cadenza&nbsp;con l&#8217;espressione&nbsp;<meta charset=\"utf-8\">\u00ab<em>solo senza stromenti<\/em><meta charset=\"utf-8\">\u00bb.<br>Nel marzo 1719 venne costruito il <em>grande cembalo berlinese<\/em> ed alcuni musicologi sostengono che tale cadenza venne scritta anche per dimostrare le potenzialit\u00e0 di questo strumento costruito da Michael Mietke ed acquistato dalla corte di Coth\u00ebn nel 1720.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><br>Per la seconda particolarit\u00e0 dobbiamo fare un salto al secondo movimento&nbsp;(<em>Affettuoso<\/em>): abbiamo gi\u00e0 detto che il motivo principale non \u00e8 affidato all&#8217;organico orchestrale ma bens\u00ec al concertino. <strong>Quest&#8217;ultimo per\u00f2 espone due voci distinte, costruendo cos\u00ec una vera e propria trama polifonica a quattro parti reali<\/strong>. La melodia, meravigliosamente intima e struggente \u00e8 in tonalit\u00e0 di Si minore e ricorda una melodia operistica di stampo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">Il terzo movimento, l&#8217;allegro finale, rientra abbastanza nella norma ed \u00e8 in <strong>forma imitativa in tempo di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giga_(forma_musicale)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Giga<\/a><\/strong>.<br>Al gioioso fugato iniziale si contrappone per\u00f2 un&#8217;improvvisa e drammatica deviazione nella tonalit\u00e0 di Si minore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"BWV 1050 - Brandenburg Concerto No.5 (Scrolling)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3vx4Sc_SMsQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption><strong>Per la cadenza andare al minuto 6:20<\/strong><\/figcaption><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La composizione del concerto brandeburghese no. 5 in Re maggiore (BWV 1050) risale con molta probabilit\u00e0 al&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1594,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[40],"class_list":["post-1589","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano","tag-bach"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/brandenburgstitlepage.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1589"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1607,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1589\/revisions\/1607"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.antoniocafasso.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}